Un argomento molto interessante trattato su Little John riguarda il mondo dei computer nel loro rapporto con l’uomo. Il mondo del web sta diventando sempre più potente e avanzato. Ormai attraverso i computer e i dispositivi mobili, siamo perennemente controllati.

Ma per noi nati nel nuovo millennio, sarebbe impossibile immaginarci una vita senza di esso. Ad esempio come riusciremmo a comunicare istantaneamente con un amico che vive in America, mentre noi siamo in Italia? Prima non era così semplice come lo è oggi, grazie alla rete che calcola la nostra posizione per sintonizzarci e sincronizzarci con il fuso orario locale. Essere sempre connessi ci aiuta ad accorciare le distanze, a poter essere in contatto con persone che vivono dall’altra parte del globo, nonostante lì sia mattina e qui sia sera.

All’interno di “Late Capitalism and the Ends of Sleep”, contenuto in 24/7 (secondo volume della trilogia di John magazine), l’autore Jonathan Crary scrive che la tecnologia digitale interconnessa rappresenta un campo di battaglia per la sconfitta della notte, e di conseguenza del sonno, “un’interruzione senza compromessi del nostro tempo, rubato dal capitalismo “, una crociata che era già legata al moderno progetto di razionalizzazione industriale.

QUALI SONO I PROBLEMI?

Il web quindi non dorme mai, il mondo è perennemente connesso, non esiste più un giorno e una notte, soprattutto tra i più giovani. Per natura gli uomini dovrebbero rispettare dei ritmi veglia-sonno che permettono di sfruttare al meglio le nostre capacità di giorno, dormendo 7-8 ore di notte; questi ritmi sono sovvertiti o quasi annullati.

Siamo sempre più abituati a passare giornate intere davanti a uno schermo, che sostituisce anche i cari amici libri cartacei. Questo comporta problemi alla vista, poiché la luce che viene emessa da essi dal colore bianco tendente al blu, è nociva per gli occhi, soprattutto se si sta tante ore davanti allo schermo anche durante la notte, in quanto essa è nata per riprodurre la luce diurna rendendola più naturale possibile; avere la stessa luce anche di notte ci porta a stare quindi svegli. Inoltre tutto ciò porta anche a una diminuzione della produzione della melatonina.

LE NOVITA’ DI F. LUX

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Così nel 2009, due ex dipendenti di Google, creano f.lux, un’applicazione il cui scopo è quello di risolvere questo problema attraverso una regolazione automatica dei colori emessi dalla luce dello schermo. I toni freddi restano riservati alle ore del giorno, mentre quelli caldi alla notte: in base all’orario e all’illuminazione dell’ambiente, automaticamente lo schermo dei dispositivi cambia gradualmente colore, da bluastro a giallastro. Questa soluzione molto intelligente, è ormai disponibile ovunque e prende il nome di “modalità notte” o “modalità lettura”.

F.lux è stato il primo ad aver pensato a questa funzione, molto semplice ma anche molto intelligente. Tuttavia esso non aiuta a far diminuire l’uso di computer o cellulari anche di notte, ma addirittura rende ancora più “piacevole” lavorare di notte, in quanto in questo mondo non si avverte fastidio agli occhi. Ma i veri problemi nascono alla base: da questo impellente bisogno di essere sempre connessi. Forse per risolvere il problema del tutto, bisognerebbe semplicemente spegnere i computer, gli smartphone ed essere più connessi nella vita reale.

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