“Che cos’è oggi la città per noi? Penso d’aver scritto qualcosa come un ultimo poema d’amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città. Forse stiamo avvicinandoci a un momento di crisi della vita urbana, e Le città invisibili, sono un sogno che nasce dal cuore delle città invivibili”. (Italo Calvino, New York 1983).

Le parole di Calvino sembrano sempre di più attuali e calzanti rispetto a quella che è diventata la città moderna, dove non vi è più spazio per l’uomo.

I PROBLEMI DELLA CITTA’

La nascita della società moderna risale al periodo dell’industrializzazione che ha portato a una successiva urbanizzazione delle città. La modernità è però un’arma a doppio taglio: ha portato molti progressi in svariati campi, ma ha avuto anche alcuni effetti negativi. Prima le persone avevano una vita più semplice e genuina, vivevano in campagna, a contatto con la natura e si guadagnavano da vivere con la fatica delle braccia. Con la crescita delle grandi città / metropoli, esse da luoghi in cui avvengono gli scambi sociali, sono diventati luoghi costituiti da una vasta quantità di abitazioni-dormitori e di strade piene di traffico automobilistico, dove vi sono più barriere che assi di relazioni. Il verde che dovrebbe essere all’interno delle città spesso risulta essere sporadico, se non inesistente.

I problemi delle città e delle sue periferie hanno diverse cause: sono derivate dalla morfologia dell’urbanizzazione che porta a privilegiare un centro cittadino a discapito delle periferie; problemi legati all’eccessivo aumento demografico in determinate zone in cui si genera un sopraffollamento; problemi di ordine sociale dovuti alla mancata accessibilità, alla marginalità, al disordine, alla criminalità, alla segregazione, problemi dovuti all’inquinamento.

LA QUESTIONE SOCIALE

Ma la problematica di base è ancora più complessa, e deve essere ricercata all’interno della società.

La società del consumo, delle apparenze, delle vite frenetiche. Una società che non ha abbastanza cura del luogo in cui vive, poiché non gli dà il giusto valore. Una società che predilige comunicare attraverso un telefono, rispetto ad avere un rapporto reale.

LA QUESTIONE SOCIALE
LA QUESTIONE SOCIALE

Si predilige il narcisismo, il concentrarsi su sé stessi e basta, la volontà di affermarsi anche sopraffacendo gli altri. Relazioni non autentiche ma basate spesso sul falso. Sempre più nelle grandi città, nelle metropoli, ci sono persone che soffrono di depressione e solitudine, poiché non vi è più un contatto umano; e la città, spesso priva di luoghi per la socialità, di attrezzature, servizi ecc. non risulta essere accogliente. Quindi la questione è: se la città è il prodotto della società urbana, è anche vero l’inverso, ovvero la società che va a formarsi all’interno di un tessuto urbano, che ha delle determinate caratteristiche, è influenzato da esso.

Ad esempio possiamo sicuramente notare una differenza sostanziale di popolazione tra i quartieri spagnoli di Napoli, e quella di Manhattan di New York, o coloro che vivono nel souk di Marrakech rispetto alle edge cities di Los Angeles, e così via. Perciò non basta soffermarsi sulla città intesa come struttura urbanistica, ma bisogna calarsi all’interno di essa, per poter comprendere le relazioni che provoca nella società, e a sua volta, le ripercussioni che quest’ultima ha sul territorio.

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